Calendario eventi

« < Settembre 2017 > »
Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
28 29 30 31 1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 1

area riservata






Password dimenticata?

Chi e' online



IL FONDATORE P. LEON DEHON

STORIA DI UN IDEALE 1843-1925

« L'ideale della mia vita, il voto che formulavo con lacrime nella mia giovinezza, era di essere missionario e martire ».
(p. Dehon)

1843:Il 14 marzo, Leone Dehon nasce a La Capelle, nel nord della Francia, da un'agiata famiglia rurale: Giulio Alessandro, il padre; Stefania Vandelet, la madre.


 

«Ringrazio Dio d'avermelo dato.
Nella tenerezza di mio padre ho trovato un aiuto insostituibile per la mia formazione cristiana.
Il suo ricordo mi è dolce e mi sostiene nelle difficoltà della vita».

 

 

« Mia mamma è stata per me uno dei doni più grandi del buon Dio.
Che dignità, che fede, che virtù, che cuore!
Assai per tempo mi insegnò le preghiere del buon cristiano, ed il ricordo di quel modo semplice di pregare è ancora vivo nel mio spirito».

 

 

 1855: Entra nel collegio di Hazebrouck, in Fiandra; vi riceve un'intensa formazione umana, intellettuale e religiosa. A soli 16 anni ottiene la maturità classica.
Pur in piena crisi di adolescente, nasce e si afferma sempre più la vocazione sacerdotale

« È sorprendente che la mia risoluzione non sia mai stata seriamente scossa.
Le tentazioni e le debolezze non l'affievolirono.
Il Signore mi dette quella fermezza che non era nella mia natura.
La grazia agiva fortemente nel mio cuore ».

1859: Il padre gli oppone un «No!» categorico. Si iscrive alla Sorbona di Parigi: nel 1864 è laureato in legge. Una carriera brillante lo aspetta.

 


 Il padre, per distoglierlo dalla sua volontà di farsi prete, lo fa viaggiare per tutta l'Europa.
Da ultimo, gli offre un viaggio in Palestina, nella speranza di distoglierlo dai suoi propositi.

Alla vista di Gerusalemme, si mette in ginocchio e prega. «Gerusalemme è il luogo della nostra redenzione, dove il Signore ha manifestato il suo grande amore, dando la vita per noi».
Sul lago di Genezaret rivive la scena della chiamata di Pietro: « Seguimi, sarai pescatore di uomini…».
Presenti sono Giovanni, Giacomo e Andrea.
Leone sente le parole rivolte a Pietro, ma guarda a Giovanni, il discepolo che reclinò il capo sul petto di Gesù, all'ultima cena.

 

1865: La decisione è presa: si fermerà a Roma per iniziare gli studi di teologia.

 «Finalmente mi trovavo nel mio vero ambiente: ero felice!
Il seminario era una vecchia abitazione, stretta, buia e triste all'interno.
Non importa, ero felice. Mi sistemarono in soffitta; la camera era piccola, nuda, e il letto duro. Non importa, ero felice».

 

1868: Una felicità che raggiunge il culmine il 19 Dicembre 1868, quando è ordinato sacerdote.
Anche il padre, ravvicinatosi alla fede in quegli anni, riceverà la comunione dalle mani del figlio.

«Quello fu il più bel giorno della mia vita.
Mi rialzai sacerdote, tutto pieno di Gesù, del suo amore per il Padre, del suo zelo per le anime e del suo spirito di preghiera... Per tutto un anno non riuscii a celebrare una sola volta la messa senza lacrime».

 

 1871: Dopo i sei anni di studio a Roma, dove consegui tre lauree, si dedica interamente all'apostolato sacerdotale.
È cappellano a S. Quintino.
La sua testa, d'ora in poi, è occupata da qualcosa di più grande delle sue lauree: voleva le anime, cercava le anime.

«Mancano a S. Quintino un Collegio ecclesiastico, un patronato ed un giornale cattolico».
Per merito del p. Dehon si realizzeranno tutti e tre.
Nel fervore delle opere, non viene meno la preghiera: «Mi alzavo regolarmente alle 4,30, per avere il tempo di pregare» .

 

 

 

 1878: Scrive al suo Vescovo qualche anno dopo:
 «Tutto mi sorrideva nella vita. Tuttavia non ero felice. Volevo la vita religiosa».
Il 28 Giugno 1878 pronunzia i suoi voti religiosi. È la data di nascita dell'Istituto dei «Sacerdoti del S. Cuore di Gesù».

 

1883: Gli inizi pieni di speranza vengono bruscamente interrotti dall'incendio del Collegio S. Giovanni e dalla soppressione dell'Istituto, a seguito di incomprensioni e malintesi.
P. Dehon scrive al suo Vescovo una lettera piena di umiltà, di nobiltà e di eroismo: 
 «Nostro Signore mi chiede di distruggere ciò che mi ha chiesto di costruire.
Io ho fatto fallire quest'opera con le mie infedeltà ...
Sarei felice se per mezzo di queste umiliazioni potessi riparare le mie colpe passate».

 

1884: È la resurrezione! Dopo soli 4 mesi l'eroica virtù del p. Dehon viene premiata.
Può riaprire l'Opera. È una vera e propria primavera

 

 1888: Finalmente un suo sogno è realizzato: partono i primi missionari per l'Ecuador.Si apriranno nel corso degli anni le missioni del Congo, della Finlandia, dell'Indonesia,
del Camerun, dell'Argentina, del Mozambico, del Madagascar ...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

«Gli operai considerano i preti quasi complici dei loro oppressori.
E in molti casi, lo sono con il loro silenzio…
Quando viene il lupo il pastore non deve nascondersi.
Sacerdoti, uscite dalle sacrestie, andate al popolo!».

 

 

1905: La congregazione dei Sacerdoti del S. Cuore di Gesù (Dehoniani) ottiene l'approvazione definitiva.

 

1925: Il padre Leone Dehon muore a Bruxelles, esclamando rivolto al S. Cuore:
« Per lui sono vissuto, per Lui io muoio ».
 

 

Miei carissimi figli,

vi lascio il più meraviglioso dei tesori: il Cuore di Gesù.
Egli appartiene a tutti, ma ha delle tenerezze particolari per i sacerdoti che gli sono consacrati e sono completamente dediti al suo culto, al suo amore, alla riparazione che il sacro Cuore ha domandato, purché siano fedeli a questa bella vocazione.
Gesù amava tutti i suoi apostoli, ma ha amato con una tenerezza speciale l'apostolo san Giovanni, al quale ha affidato la Madre sua e il suo divin Cuore.
Interpretando un detto del salmo possiamo dire: Il Cuore di Gesù è la mia eredità. Quanto è bella la parte che mi è toccata nell'eredità comune!
(cf. Sal 16,5).
Comprendete che una così bella vocazione richiede un grande fervore e una grande generosità.
Non dobbiamo mai perdere di vista il nostro scopo e la nostra missione nella chiesa, come sono posti in rilievo nei primi due capitoli delle nostre costituzioni:
- un tenero amore verso il sacro Cuore,
- la riparazione con tutte le sue pratiche,
- l'abbandono di noi stessi in spirito di vittima al sacro Cuore, per sopportare con pazienza e anche con gioia le croci che la divina provvidenza ci invierà.
Questa vocazione esige un'abituale vita interiore e l'unione con Gesù.


(p. Dehon, Testamento Spirituale)
 

 
© 2017 Dehoniani.it
Web Design by Dream Electronics